Mario Carbotta flauto
Carlo Balzaretti pianoforte
Un eccellente duo formato dal flautista
Mario Carbotta e dal pianista Carlo Balzaretti ha tenuto
venerdì scorso un bellissimo concerto nell’Aula Magna
del Seminario vescovile in via Bollani per iniziativa dell’Associazioen
Santa Cecilia. Non conoscevamo il flautista, ancor giovane, che si
è rivelato uno strumentista con tutte le carte in regola, dal
suono vibrato alla precisione e scioltezza tecnica, alla
musicalità spiccata. Ha impressionato con le sue doti fuori
dal comune, mentre il pianista, docente al conservatorio «Luca
Marenzio», dava dimostrazione della sua maestria esecutiva nel
rispetto scrupoloso delle proporzioni. Con il suono del flauto
solista non è facilmente raggiungibile la discrezione del
pianoforte. Il duo ha presentato un programma che usciva dagli schemi
soliti: due Sonate piacevoli e scorrevoli di Donizetti dicevano
già abbastanza sulla spigliatezza degli interpreti; seguiva un
breve pezzo dello stesso Balzaretti intitolato
«Donizettiana», vagamente ispirato alle formule
cameristiche del grande operista bergamasco, poi cinque pezzi di Nino
Rota, del quale non si può che rilevare lo spirito sempre
acuto in una modernità moderata ma significativa, e in queste
paginette posta al servizio di un marcato senso ironico o gioioso o
grottesco. Indi Poulenc con la sua famosa Sonata per flauto e
pianoforte, scanzonata e pungente, con una Cantilène meno
originale rispetto al resto, fra i due tempi estremi. Infine la
sbrigliata e cattivante «Fantasia» sulla Carmen di Bizet di
Borne ha travolto il buon pubblico presente, al quale Carbotta e
Balzaretti hanno concesso ben tre bis con un brano di Maria Teresa
von Paradis (del tempo di Mozart), uno di Mulé e il terzo di
Rossini.
PROPOSTE DI PROGRAMMA
Programma n°1
Gioacchino Rossini Andante e Allegro
(1792-1868)
Gaetano Donizetti Sonata in fa maggiore
( 1797-1848) Largo-Allegro
Mario Pilati Sonata
(1903-1938) Allegro moderato-Largo sostenuto-Lievemente mosso
Francis Poulanc Sonata
(1899-1963) Allegro malinconico-Cantilena-Presto giocoso
Francois Borne Carmen -Fantasia
(1862-1929)
Programma n°2
Gioacchino Rossini Andante e Allegro
(1792-1868)
Gaetano Donizetti Sonata in fa maggiore
( 1797-1848) Largo-Allegro
Mario Pilati Sonata
(1903-1938) Allegro moderato-Largo sostenuto-Lievemente mosso
Nino Rota Cinque Pezzi
(1911- 1979) La passeggiata di puccettino-Serenata-Pavana-La chioccia-
Il soldatino
Alessandro Longo Suite op. 68
(1864-1945) Allegro moderato-Andatino-Vivace
Italo Piazza Fantasia
sull'opera Manon Lescaut di G. Puccini
Programma n°3
Carlos Guastavino Inroduccion y Allegro
(1914-)
Mario Pilati Sonata
(1903-1938) Allegro moderato-Largo sostenuto-Lievemente mosso
Joaquìn Rodrigo Aria Antigua
(1901-1999)
Francis Poulanc Sonata
(1899-1963) Allegro malinconico-Cantilena-Presto giocoso
Francois Borne Carmen -Fantasia
(1862-1929)
Mario Carbotta flauto
Carlo Balzaretti pianoforte
Flauto e Pianoforte
nel '900 Storico Italiano
Giacomo Puccini Tosca
(Lucca 1858-Bruxelles 1924) Capriccio per flauto e pianoforte di S. Alassio op.689
Giacomo Puccini La Bohème
Capriccio per flauto e pianoforte di S. Alassio op.622
Mario Pilati Sonata
(Napoli 1903-1938) Allegro moderato-Largo sostenuto-Lievemente mosso
***************
Nino Rota Cinque Pezzi
(Milano 1911- Roma 1979) La passeggiata di puccettino-Serenata-Pavana
La chioccia- Il soldatino
Alessandro Longo Suite op. 68
(Amantea 1864-Napoli 1945) Allegro moderato-Andatino-Vivace
Pietro Mascagni Fantasia
(Livorno 1863-Roma 1945) sull'opera l'Amico Fritz di Italo Piazza
Carbotta-Ormezowski-Balzaretti
A. Lotti: Trio Sonata in Sol maggiore
L. Boccherini: Sonata VI in la maggiore
G. Donizetti: Trio in fa maggiore
R. Schumann Tre Romanze op.94
C.M. Von Weber: Trio in sol minore op.63
La formazione per flauto, violoncello e pianoforte ha suscitato gli interessi dei compositori soprattutto a partire dai primi anni dell'800, quando si è diffusa la concezione casalinga e salottiera del "far musica" e si è favorita la costituzione degli ensembles strumentali più disparati per coinvolgere il maggior numero di dilettanti (ricordiamo l'uso del termine in senso ben diverso dal moderno) e per creare serate musicali ed intrattenimenti quanto più vari. E in effetti, il programma di questo concerto conferma la situazione: eccezion fatta per Lotti (1666-1740), interessante compositore veneziano, attivo su più fronti - teatrale, sacro, strumentale - didatta insostituibile (tra gli allievi Marcello e Galuppi) e musicista estremamente rigoroso, si deve scorrere ai primi anni all'800 per ritrovare il Trio di Donizetti e quello di Weber. Il primo fu composto dall'autore poco più che ventenne, il secondo, all'incirca nello stesso periodo, tra 1818 e 1819. Se Donizetti si compiace di ripercorrere le linee di tendenza italiane contemporanee, tutte tese ad esaltare il bel canto compiacendosi del gioco melodico tra i tre strumentisti e riservando ad ognuno l'esposizione più o meno invariata del materiale all'interno di due soli movimenti, Weber dà prova di maggior impegno architettonico, giocando con il contrappunto, creando dialoghi, intrecci estremamente interessanti ed efficaci. Nel Trio op.63, dedicato a Philip Jungh, elabora temi liederistici e introduce nello Scherzo spunti di Walzer che si ritroveranno di lì a poco nell'Aufforderung zum Tanze. Il primo tempo (Allegro) è in stretto stile sonatistico mentre l'Andante cede ad un'eleganza molto equilibrata.
Completano il programma la sonata per violoncello e pianoforte di Boccherini e le Tre Romanze op.94 per flauto e pianoforte di Schumann. Entrambe sono manifesti della loro epoca: la prima rivela un'aderenza agli schemi galanti anche se arricchiti di nuova sostanza musicale, attraverso un discorso fluido e accattivante, un gusto per l'invenzione fine a se stesso, un'attenzione per gli episodi minori; le Romanze sono specchio di una sensibilità romantica ormai consolidata (furono infatti scritte nel 1849) caratterizzata da slancio passionale, gusto per la timbrica e ricerca per sonorità cangianti.
Mariateresa Dellaborra
Giornale di Vicenza, recensione
Il flautista Mario Carbotta si è diplomato al Conservatorio di Piacenza, con il massimo dei voti; ha studiato inoltre con Mario Ancillotti ai corsi superiori della Scuola di Musica di Fiesole.
Vincitore di premi nei più importanti concorsi nazionali di esecuzione musicale (tra cui "F.Cilea" di Palmi e Porcìa), svolge dal 1988 un'intensa attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi in tutta Italia, gran parte d'Europa, Asia e USA.
Ospite di prestigiosi festivals internazionali (Santander, Perelada, Ljubljana, Zagreb, Zadar, van Vlaanderen Limburg, Piestany, festival Pucciniano di Torre del Lago, Astiteatro), ha suonato in alcune delle più importanti sedi concertistiche (Gioventù Musicale d'Italia, Auditorium Rai e Società "Stefano Tempia" di Torino, Milanoclassica e Sala "G.Verdi" del Conservatorio a Milano, Teatro Fraschini di Pavia, "Il Coretto" e fondazione "Piccinni" a Bari, Ente concerti di Pesaro, Oldenburgisches Staatstheater, Filarmonica Nazionale di Vilnius, Concerti pubblici della RTSI a Lugano e inoltre Bruxelles, Geneve, Mainz, Heidelberg, Salisburgo, Praga)
E' apparso come solista con orchestre sinfoniche e da camera: I Musici di Praga, Archi della Scala, Filarmonica di Torino, Orchestra "G.Cantelli" di Milano, Deutsches Kammerorchester di Francoforte, Filarmonica di Oldenburg, Kurpfälzisches Kammerorchester di Mannheim Mainzer Kammerorchester
Ha effettuato prime esecuzioni di brani, alcuni dei quali a lui dedicati, di Cattaneo, Fellegara, Hoch, Piacentini, Possio, Rettagliati, Talmelli. Al teatro "Dei Rinnovati" di Siena ha partecipato alla prima di "Inoni" di Gianluigi Gelmetti con la voce solista di Ornella Vanoni.
Ha revisionato e pubblicato brani di G. A. Fioroni e P. Nardini per le case editrici Bèrben di Ancona e Carisch di Milano ed ha effettuato registrazioni per RAI, RTSI (Svizzera Italiana), Radio 3 (Belgio) e per le radio lituana e rumena.
Incide per Nuova Era e Dynamic: va ricordata in particolare la prima discografica della Sonata per flauto e pianoforte di Mario Pilati e di quattro Sonate di Giuseppe Sammartini. Recentemente per Dynamic ha registrato due Cd: il primo dedicato alla musica da camera per flauto di Nino Rota e il secondo contenente i Lieder per coro maschile, flauto e chitarra di Caspar Fürstenau con il coro della RTSI di Lugano e la direzione di Diego Fasolis. Entrambi i Cd sono stati segnalati, con entusiastici consensi, dalla stampa internazionale specializzata.
Si dedica anche all'organizzazione musicale come componente del consiglio d'amministrazione dell'Orchestra Regionale Lombarda "I Pomeriggi Musicali"di Milano e dal Gennaio 2000 come direttore artistico dell'orchestra da camera "Milanoclassica".
Mario Carbotta
Der Flötist, Mario Carbotta beendete mit besonderer Auszeichnung sein Studium am Konservatorium "G.Nicolini" in Piacenza und studierte im Anschluß für vier Jahre an der Musikakkademie in Fiesole bei Mario Ancillotti.
Als Gewinner der wichtigsten nationalen Wettbewerben (darunter auch der Musikwettbewerb "F. Cilea" in Palmi) gehört Herr Carbotta zu den bedeutenden italienischen Flötisten und hat bereits erfolgreich in den wichtigsten Konzerthallen in Italien, Österreich, Deutschland, Tschechoslowakei, Slowenien, Spanien, Schweiz, Rumänien und Rußland debütiert.
Mario Carbotta konzertiert regelmäßig für die wichtigsten nationalen Musikeinrichtigungen wie Società dei Concerti in Mailand, La Spezia, Società Musicale in Ivrea, Amici della Musica in Campobasso, Trapani, Palmi, Jesi, Fondazione Piccini und Coretto in Bari, Ente Concerti in Oristano, Camerata Casella in Turin und nimmt an bedeutenden internationalen Musikfestivals wie Santander, Peralada, Lubjana, Aosta, Astiteatro, Salzburg (Orgelfestival) teil.
Als Solist spielte er u.a. auch mit dem Deutschen Kammerorchester, Mailänder Scala, I Musici Prag, Deutschen Kammervirtuosen, Europaorchester Bergamo, Philharmonie Turin und rumänische Symphonieorchester aus Craiova, Bacau und Satu Mare.
Komponisten der zeitgenössischen Musik wie F.Hoch, P.Cattaneo, R.Cognazzo, R.Piacentini, Elos, Possio, Rettagliati und Talmelli haben Mario Carbotta bereits Stücke gewidmet und wurden von ihm uraufgeführt. Soeben führte er zusammen mit der Sängerin Ornella Vanoni das Stück "Inöni" von Gianluigi Gelmetti ein Konzert zum Andenken von Severino Gazzelloni in Siena auf.
Flötenwerke des italienischen 17.Jahrhunderts von G.A. Fioroni und P. Nardini wurden von Herrn Carbotta entdeckt und überarbeitet und von den Verlägen Bèrben in Ancona und Carisch in Mailand herausgegeben.
Mario Carbotta ist Jurymitglied bei zahlreichen nationalen Wettbewerben.
Er macht Rundfunkaufnahmen für Rai, Rsi und für das lituanische und rumänische Radio.
Zahlreiche Cds wurden von ihm unter der Firma Nuova Era Records herausgegeben.
Im Besonderen ist die Entdeckung und Erstaufzeichnung der Sonate für Flöte und Klavier von M. Pilati und die Sonate für Cembalo von G. Sammartini zu nennen.
Franco Maggio Ormezowski
Franco Maggio Ormezowski, nato in Italia da madre polacca, ha iniziato giovanissimo lo studio del violoncello diplomandosi all'Istituto Boccherini di Lucca e
successivamente seguendo i Corsi di perferzionamento con Gaspar Cassado e André Navarra all'Acc. Musicale di Siena.
A 14 anni ha vinto all'cc. di Musica di S. Cecilia di Roma, il Primo Premio al Concorso Nazionale per giovanio concertisti.
Da quel momento ha praticamente iniziato una lunga carriera di successi come solista e con grandi orchestre sinfoniche, d'archi e da camera.
Ha partecipato ai Festival di Spoleto, Atene, Beirut, Plovdiv, alle celebrazioni spagnole a un secolo e mezzo dalla morte di Boccherini e a quelle tenute a Caracas
in omaggio a Casals.
Ha tenuto concerti nelle maggiori città italiane e all'estero da parigi a Londra, Madrid, Vienna, Amburgo, Bruxelles, Mosca, Varsavia, Stati Uniti, Canada e Sud
America.
Ha effettuato registrazioni per la Tv Francese, la BBC di Londra, La Rai italiana e in altri Paesi.
Ha inciso dischi per le case disc. Dynamic, A.D.E.S. e Erato di Parigi.
Ha suonato con numerosi Direttori d'orchestra tra cui ricordiamo W. Sawallisch, L. Bernstein, F. Caracciolo, F. Scaglia, A. Ceccato. Ha collaborato con i seguenti pianisti: M. Argerich, T. Vasary, J.B. Pommier, D. Levy, A. Rabinovitch, A. Hinceff. Ha suonato con il violinista S. Accardo e attualmente suona in quartetto e come solista con Uto Ughi
Carlo Balzaretti
Carlo Balzaretti, pianista e compositore milanese, ha compiuto gli studi musicali ed umanistici presso il Conservatorio della sua città con Alberto Mozzati, Paolo Bordoni, Angelo Corradini, Danilo Lorenzini e Azio Corghi.
Si é assai presto imposto nel panorama del concertismo internazionale vincendo primi premi assoluti in diversi concorsi nazionali (Osimo e Bologna) ed internazionali, tra i quali il "Maria Canals" di Barcellona in cui è risultato primo vincitore assoluto nel 1982.
Nel 1986 è stato scelto a rappresentare l'Italia, quale unico concorrente italiano, al Concorso "Eurovision Joung Musicians" di Copenhagen. Ha egualmente rappresentato l'Italia, alle rassegne "Concerti per l'Europa" del 1989 e del 1990 organizzate dalla CEE e trasmesse via satellite dalla RAI.
Dal 1978 si è esibito in molte città italiane ed estere, partecipando a numerosi Festivals internazionali (Bergamo e Brescia, "Festa Musica Pro" di Assisi e Orvieto, Maggio musicale Fiorentino, "G.O.G. di Genova", stagione dell'Università Bocconi, "the Master Concert Series" in Roma, Acc. Chigiana di Siena, Società del Quartetto-Bergamo, Ente Teatro Comunale di Treviso, Teatro Olimpico di Vicenza, Filarmonica Laudamo-Messina, Ass. "Pro Musiciens" di Ginevra", Festival di Santander (Spagna), Stagione della Sala Greppi di Bergamo, Angelicum, Pomeriggi Musicali, Serate Musicali di Milano, Bruxelles, Rey Concert Hall in Istanbul etc.).
Nel marzo 1993 ha debuttato al "Kennedy Center" di Washington con la Melos Simphony Orchestra. L'autorevole "Washington Post" ha così riportato:"...Carlo Balzaretti ha dato prova di essere un eccellente solista nel Concerto per pianoforte e orchestra Kv.491 di W.A.Mozart. Ha sedotto il pubblico con una solida tecnica mozartiana ed una intelligente concezione della composizione".
Rilevante successo di pubblico e critica hanno suscitato i concerti che Balzaretti ha tenuto in Italia suonando il pianoforte di Horowitz, così come tourneé italiana con il celebre clarinettista Gervase de Peyer e Vincenzo Perrone (due clarinetti e pianof.), musicisti con cui il pianista collabora abitualmente.
Attivo anche nella produzione discografica, sono da segnalare il cd "Album des 6, un pianoforte tra Verlaine e Cocteau", edito dalla DDT di Torino, tre Lp per la CGD, incisioni di sue composizioni per la Bajka Music e diverse registrazioni per la Agorà e l'Esprit Accord.
Con G. de Peyer e Vincenzo Perrone, clar., ha recentemente realizzato un compact per la Radiant (Inghilterra) e, con il Trio Florestan (C. Parazzoli, violino, J. Ludwig, violoncello) ha registrato il Trio op.99 di F. Schubert.
E' autore diverse pubblicazioni musicali in ambito didattico, edite da Ricordi e da Warner Bros
Martedì 23 Aprile 2002
Classica. Il Trio Ormezowski - Carbotta - Balzaretti ospite della Società del Quartetto
di Eva Purelli
Vicenza. Il penultimo appuntamento concertistico della Società del Quartetto ha visto esibirsi all'Auditorium Canneti un Trio di ottimo livello. Personaggio di grande spicco il violoncellista Franco Maggio Ormezowski, solista di livello internazionale, a Vicenza con il flautista Mario Carbotta e il pianista Carlo Balzaretti. Come dire l'esperienza di un grande nome e due nuovi freschi talenti.
Vario il programma, che non sottostava unicamente ai vincoli barocchi amplificati dai postulati della filologia e si è mosso dal Seicento per giungere fino a Weber. Antonio Lotti, veneziano nato nel 1666, negli ultimi anni di vita fu maestro della Cappella di S. Marco ed insegnò al Conservatorio degli Incurabili (fra i suoi allievi Marcello e Galuppi). Il suo stile galante si è potuto gustare nel pezzo d'apertura, il Trio Sonata, costruito sull'alternanza di quattro movimenti, due lenti, due veloci, nella tonalità di sol maggiore. Due soli tempi invece caratterizzano la Sonata quarta in La maggiore per violoncello e pianoforte di Luigi Boccherini. Un Larghetto di tranquillo sentire ed un Allegro fantasmagorico, in cui Maggio Ormezowski ha riversato virtuosismi sottili risolti con estrema e disinvolta fluidità. Scioltezza ed incisività si sono ascoltate anche sulla tastiera interpretata da Carlo Balzaretti.
Assieme poi al flauto di Mario Carbotta i tre musicisti si sono addentrati negli ariosi passaggi di Donizetti, che prima di divenire famoso come operista ai tempi del Liceo fece molta pratica contrappuntistica e seri studi di armonia. Il Trio o Larghetto in fa maggiore (due soli i tempi, il primo appunto un larghetto) venne dedicato alla contessa Pezzoli-Grattaroli e sovente in luogo del fagotto si usa il violoncello. Altro lato cameristico donizettiano brillante, con risvolti dal sapore belcantistico si evincono dall'ascolto della Sonata in do maggiore per flauto e pianoforte. Qui il dialogo fra i due strumenti è avvincente ma quando Donizetti scrive per il fiato pensa proprio alla voce di soprano, rivestendo così il flauto di una timbrica assai carezzevole. Infine, il Trio in sol minore op. 63 di Carl Maria von Weber. Un vero miracolo compositivo, equilibrato nelle parti, intenso con i suoi umori romantici, ricco di fantasia melodica, con una scrittura fitta e ricca anche di teatralità. Niente di meglio per fare risaltare la bravura dei singoli interpreti e di saldare le loro abilità cameristiche e del dialogato d'assieme. Molti gli applausi e un movimento, come bis, ripreso dall'iniziale Lotti.