passaggio ad Ubuntu
recentemente l'hard disk del mio ThinkPad T61 mi ha abbandonato. Ricevuto di ritorno il computer con HD vergine un venerdì sera, non ho avuto cuore di imbarcarmi nella reinstallazione di Windows. Ho giocato un po' negli anni scorsi con qualche distro live di Linux, apprezzandone molto la leggerezza, ed ho pensato che i tempi fossero maturi per un'installazione esclusivamente Linux
vorrei subito precisare una cosa: non mi sono accostato a Linux per partigianeria preconcetta. Debbo anzi dire che, come dirigente rotariano, negli ultimi tempi ho avuto modo di conoscere meglio le attività benefiche di Bill Gates, con la cui fondazione il Rotary collabora intensamente, e ne sono ammirato: mi colpisce non solo la quantità di denaro che vi dedica (immensa per qualunque standard, forse persino per il suo) ma anche e soprattutto la capacità di focalizzare gli interventi evitando la dispersione delle risorse. Il ragazzo sa decisamente come andare al punto delle cose, anche se Windows sotto questo profilo non sembra aver preso troppo dal papà. Sul fronte opposto, non ho simpatia per Steve Jobs, ma in compenso il Mac mi piace moltissimo, e se non l'ho adottato in passato è solo per due importanti ragioni (*) che nulla hanno a che vedere con la qualità del prodotto, che è eccellente. Mi sono insomma rivolto a Linux non per un political statement ma per trovare una soluzione pratica alle mie esigenze quotidiane
il sito www.thinkwiki.org è una spettacolare miniera di informazioni per gli utenti ThinkPad che vogliono passare a Linux, e là ho scovato informazioni molto rassicuranti: Ubuntu, nella fattispecie la versione 10.4 Lucid Lynx, veniva indicata come capace di funzionare out of the box senza limitazioni di rilievo. Ad un mese di distanza mi pare d'aver ultimato tutto ciò che occorre per dire che la migrazione da Windows XP è completa. Utilizzo il ThinkPad, con due distinti accounts, per impieghi professionali, specialmente posta e word processing, e per un impiego personale generale; fanno eccezione solo le fotografie, che conservo su un altro computer casalingo
la sensazione globale è di interagire col computer senza interprete: qualche volta, specie all'inizio, un po' più difficile, ma preso il giro, più semplice e sicuro. Certe cose che Windows fa da solo (quando le fa) bisogna farle manualmente; una volta trovate le corrette impostazioni (con i numerosissimi siti e forum in giro per la Rete, non è difficile) le operazioni sono però più veloci ed affidabili. La stampante wireless di casa, che Canon dichiara utilizzabile solo con Windows, ha richiesto qualche settaggio non proprio elementare, ma una volta sistemata anche lei funziona meglio con Ubuntu che da Windows. Non solo: riportando i settaggi su un vecchio PC che tengo a casa per far giocare le bimbe, su cui è installato un Linux “giocattolo”, PuppyLinux, ho scoperto che anche da lì si riesce a stampare perfettamente in WiFi (a dire il vero PuppyLinux è solo apparentemente un giocattolo, ed infatti l'ho adottato, con discreta soddisfazione, per un'applicazione professionale, ma questa è un'altra storia)
la maggior semplicità del sistema
sembra obiettivamente confermata dal tempo d'avvio, nettamente
più
breve, dalla maggior rapidità d'avvio dei singoli programmi e
dalla
superiore durata della batteria. Lavori per cui prima avrei
senz'altro cercato una presa di corrente possono essere adesso
portati tranquillamente a termine sotto batteria. La leggerezza
con cui il mio vecchio ThinkPad adesso funziona mi ricorda
un'automobile
dalla quale sia stata sganciata la roulotte, e questo anche
prendendo a paragone le prestazioni che il computer aveva quando
l'installazione Windows era recente. Il mezzo
è
sempre
il medesimo, ma il feeling è tutt'altra cosa. Se aggiungiamo che
la
tastiera ed il Trackpoint restano quelli tipici del ThinkPad, e
cioè
i migliori disponibili, l'esperienza d'uso è svariate leghe al
di
sopra di quella fornita da Windows XP. Di Windows 7 non saprei dire,
non
l'ho provato; su Vista spero di essere esentato dal formulare commenti
i programmi cui mi affido per il grosso del mio lavoro sono sempre gli stessi, da OpenOffice a Firefox a Thunderbird a SeaMonkey, e quindi sotto questo profilo la migrazione è sostanzialmente neutra: l'unica differenza è che tutto è più veloce. Una nota dolente è Skype, che è offerto per Linux in versione molto più arretrata rispetto a quelle disponibili su Windows. Questo è un vero peccato, anche se ha origini storiche precise: Skype non è Open Source, e quindi non è (per usare un'espressione politica molto anni Settanta) organico alla piattaforma Ubuntu. In particolare, mi manca un po' la funzione SkypeAccess, che funziona su Windows e Mac e consente l'accesso a pagamento alle reti WiFi di certi luoghi pubblici, a cominciare dagli aeroporti: anziché dover comperare tempo d'accesso volta per volta (magari con pezzature minime di un'ora, per svariati euro) si possono pagare con qualche spicciolo i pochi minuti che servono per un rapido controllo della posta
degli altri programmi Windows che utilizzavo sono disponibili equivalenti. Per lo più non si notano differenze apprezzabili; alcuni sono invece migliori di quelli cui ero abituato (il programma di telefonia Ekiga per Linux, ad esempio, è molto più leggero e funzionale di qualunque cosa io abbia provato per Windows) ed altri non al medesimo livello: dello strepitoso Irfanview (per Windows) non ho trovato sostituto anche solo vagamente degno, e da un breve ricerca in rete ho scoperto di non essere il solo “orfano” di quell'eccellente applicazione
in casi come questo si può tentare di far funzionare il programma utilizzando lo strumento di compatibilità Wine. Come lo stesso acronimo (Wine Is Not Emulator) rivela, non si tratta di un emulatore: mentirei però se facessi credere di padroneggiare sino in fondo il senso tecnico della distinzione. Wine non funziona con tutti i programmi (finora non sono riuscito ad esempio a far girare la versione Windows di Skype, che mi piacerebbe usare per sfruttare SkypeAccess), ma con Irfanview sì. A dire il vero, completata l'installazione, il programma si rifiutava d'avviarsi, lamentando l'assenza di una certa DLL. Non occorre essere Alan Turing per farsi venire l'idea di cercare quella benedetta DLL su Internet e piazzarla nella cartella Windows su cui gira Wine, e tanto è bastato: Irfanview funziona benissimo e stampa pure
la cosa che in definitiva più mi ha colpito è la facilità e rapidità dell'installazione degli applicativi. I programmi che sono nel repository di Ubuntu si scaricano ed installano in pochi secondi, senza dover accettare o scegliere alcunché: il quadro giuridico è omogeneo (tutto funziona in ambiente GNU/GPL), i produttori non sono entità commerciali che profittino dell'occasione per rifilarti qualcos'altro, e ciò consente di liberarsi di un'infinità di passaggi e piccole seccature
un esempio. Le mie bimbe hanno recentemente ricevuto in dono due macchine fotografiche elettroniche. Per Windows, apparentemente, tutto facile: c'era nella scatola un CD. Inserisco il disco, accetto le licenze, combatto con le finestre che spuntano per ogni dove e mi vogliono far installare e/o scaricare e/o acquistare non so quante applicazioni di cui non avverto la minima esigenza, e dopo una decina di minuti esco dal tunnel con tre o quattro nuove icone sul desktop che solo Iddio sa a cosa potranno mai servirmi. Tutto questo per scaricare qualche foto. Ubuntu lo fa out of the box. Per il già citato PuppyLinux ho dovuto frugare un po' in Rete, ma quando ho trovato il programmino che mi serviva, mi ha installato 300 diversi drivers per altrettante famiglie di macchine fotografiche in una frazione del tempo richiesto dal CD Windows, senza nessuna icona o molestia
far funzionare tutte le stampanti cui sono abituato nelle varie locations che frequento non è stato poi troppo complesso. La stampante Bluetooth portatile (Canon iP90v), che un po' mi preoccupava, ha funzionato al primo colpo. L'unico intoppo è stata l'indisponibilità del driver per una certa laser di rete Infotec, ma è bastato un quarto d'ora di pazienza per scoprire (sul sito di un ricambista tedesco) che quel modello Infotec è l'equivalente della Ricoh Aficio 220, il cui driver è preinstallato su Ubuntu
in sintesi, con questa ultima evoluzione Ubuntu mi pare giunto ad un livello di maturazione che consente di adottarlo come unico sistema operativo anche in contesto professionale, senza nostalgie neppure passeggere
6 agosto 2010
(*) Ho qualche
difficoltà con l'uso di
ogni dispositivo che preveda lo sfioramento col polpastrello, e quindi
non
riesco ad usare in modo efficiente né il Touchpad né il
Touchscreen. Il ThinkPad con il suo Trackpoint è la soluzione
perfetta per le mie esigenze, così come il Nokia E71 con i suoi
tasti rigidi. Inoltre a Genova non è disponibile (o meglio
non lo
era l'ultima volta che mi sono informato) un servizio di assistenza
professionale Apple che in caso di guasto assicuri l'immediato
trapianto
dell'HD su un
computer muletto, così da limitare l'eventuale fermo a poche ore
(tornare al testo)